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In Lombardia conti in ordine grazie al sistema pubblico-privato

In Lombardia conti in ordine grazie al sistema pubblico-privato

Autore: Antonella Tuccia/giovedì 6 giugno 2019/Categorie: Lombardia, Mondosalute Newsletter

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Taglio delle liste d’attesa e più attenzione per malati fragili e cronici: nell'aula magna dell'Irccs Fondazione Mondino di Pavia la sanità lombarda fa il punto della situazione e si confronta a margine dell’assemblea regionale Aiop, l’associazione che rappresenta gli Istituti di diritto privato che concorrono con le strutture di diritto pubblico all'erogazione delle prestazioni del servizio sanitario regionale.

In un periodo complesso, di generale contrazione della spesa sanitaria, il modello sanitario lombardo sembra reagire meglio. “Il sistema misto, pubblico e privato, è quello che ha portato Regione Lombardia ad ottenere questi risultati mantenendo in equilibrio i conti”, ha esordito il presidente di Aiop Lombardia, Dario Beretta (editoriale). “In Lombardia gli erogatori di servizi pubblici e privati, pur nelle difficoltà in cui ci troviamo, stanno dando una risposta alla domanda di salute ai cittadini lombardi, e non solo, infinitamente superiore a quella di tutt'Italia”, ha sottolineato Gabriele Pelissero, past president di Aiop e presidente emerito di Aiop Lombardia.

Per il contenimento delle liste d'attesa l'assessore al Welfare regionale, Giulio Gallera, ha confermato la sperimentazione nell'area metropolitana di Milano e Brescia. Nel complesso saranno stanziati 15 milioni di euro per l'acquisto di 300 mila prestazioni ambulatoriali: visite e esami con liste d'attesa troppo lunghe in ambito cardiologico, ortopedico e oncologico.

Nei primi mesi di quest’anno, subito dopo la delibera delle regole, qualcuno ha voluto evidenziare un cambio di passo nella modalità di rapporti tra di noi”, ha esordito l'assessore Gallera, che ha poi rassicurato la platea imprenditoriale: “Il budget non si riduce, ma abbiamo bisogno di concentrarci su una serie di situazioni critiche”. Una parte del budget destinato all'ospedalità privata sarà dedicato ad attività di alta complessità in area oncologica, altre specialità complesse, e per le cure dei subacuti (lo 0,8% del bilancio pari a 35 mln di euro).

La tavola rotonda e il focus su Pavia. Dalla politica regionale all’analisi di una realtà provinciale, quella pavese. Nel territorio provinciale operano 8 ospedali pubblici: il Policlinico San Matteo di Pavia che è un Irccs (Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico) e le strutture ambulatoriali extra ospedaliere pubbliche. “In un territorio caratterizzato da poca popolazione estesa su un territorio molto vasto, la presenza dei privati è forte e qualificata”, ha sottolineato Mara Azzi, direttore generale dell’Ats di Pavia. Sul fronte privato arricchiscono l’offerta ospedaliera due Irccs, la Maugeri e il Mondino, quattro case di cura a contratto, strutture ambulatoriali extraospedaliere. Il Cnao (Centro nazionale di idroterapia oncologica per il trattamento dei tumori), i servizi di medicina di laboratorio extraospedaliera, una struttura di neuropsichiatra accreditata, due strutture semi residenziali psichiatriche.

Analizzando i dati sulle prestazioni ospedaliere forniti dalla Ats emerge che gli istituti di diritto privato effettuano il 37% dei ricoveri e il 44% delle prestazioni specialistiche ambulatoriali, in linea con il dato regionale. “Questi dati dicono che se domani il privato decidesse di chiudere noi saremmo in ginocchio”, spiega il direttore Mara Azzi. “La collaborazione con il privato - sottolinea -, è per noi indispensabile”, ma analizzando il dato delle degenze ordinarie, i day hospital e la riabilitazione il direttore dell'Ats chiede un riequilibrio tra pubblico e privato. “Bisognerebbe capire come riequilibrare questo mix. Voi sapete che tutte queste le regole sull’accreditamento e sul libero mercato hanno consentito a tutti di accreditarsi per certe specialità. Bisogna vedere - conclude la Azzi -, se ha ancora senso andare in questa direzione”. La replica spetta al padrone di casa, Livio Tronconi, direttore generale del Irccs Fondazione Mondino che sostiene che è possibile un “ripensamento di tutti gli attori” senza fare però distinzioni tra pubblico e privato. Sulla stessa linea Fabio Rugge, magnifico rettore dell’Università di Pavia e presidente della fondazione Mondino: “La sanità lombarda nel suo complesso sta rispondendo bene a queste sfide. Il suo elemento di primazia è costituito da una relazione tra pubblico e privato ben realizzata. E' importante - conclude -, che questo paradigma non sia alterato”.

Collaborazione e confronto serrato tra pubblico e privato, in un momento di grandi cambiamenti, è l'auspicio anche dal direttore generale della Asst di Pavia, Michele Brait: “Talvolta ci manca il contesto giuridico amministrativo di sostegno”. E appellandosi ai legislatori aggiunge: “Un quadro normativo che ci aiuti ad avviare collaborazioni tra pubblico e privato nel superiore interesse della tutela della salute, potrebbe esserci di aiuto”.

L’assemblea regionale è stata anche l’occasione per fare il bilancio dell’attività della componente junior degli imprenditori associati a Aiop. La sintesi è stata illustrata dal presidente di Aiop Giovani Lombardia Marco Rotelli: “Aiop Giovani ha una mission molto chiara: favorire la formazione, promuovere diffusione della cultura imprenditoriale della sanità privata, sostenere l'affermazione dei principi della libertà di scelta dei cittadini, promuovendo anche l'adozione di regole chiare e di progetti interregionali”.

Obiettivi chiari e concreti. “Noi - ha aggiunto Rotelli -, crediamo profondamente nel valore della formazione, della rete, e della comunicazione. Nell'ambito della formazione questi primi nove mesi si sono caratterizzati per quattro eventi di successo: il primo a ottobre sul passaggio generazionale. A novembre eravamo in Israele per un incontro internazionale nel quale si studiano i sistemi sanitari e si approfondiscono da vicino le realtà locali. Il mese scorso eravamo a Firenze alla scoperta della realtà ospedaliera toscana; il mese prossimo saremo a Cagliari per la scuola di scuola di formazione in gestione delle risorse umane”.

Il 10 maggio, a Villa Erba, nell’ambito dell’assemblea nazionale Aiop si è tenuta la cerimonia di premiazione della prima edizione di “StartAiop. Alla ricerca di soluzioni innovative per la sanità”, il programma di Open Innovation lanciato da Aiop Giovani e rivolto alle start-up che hanno sviluppato idee all’avanguardia applicabili al settore sanitario. “Hanno partecipato 36 start up che con l'aiuto di due incubatori del Mise - ha spiegato Rotelli - ci hanno permesso di presentarvi 10 finalisti. Di questo andiamo particolarmente fieri”.

Nell'ambito della comunicazione Aiop giovani ha inaugurato i nuovi canali social, Facebook, Twitter aprendo alla comunicazione 4.0 che è rivolta ai pazienti e agli stakeholder. “Abbiamo aumentato del 30% i nostri soci”, ha sottolineato Rotelli annunciando la prossima iniziativa: “Stiamo lavorando alla redazione di un bilancio sociale”.  

Nicola Vaglia

 

occhielloIl dibattito all’assemblea regionale Aiop a Pavia
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RubricaATTUALITA' SANITARIA/1
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